
Ogni anno, circa la metà delle 9000 specie ornitiche conosciute è impegnata due volte l'anno in uno spostamento tra paesi boreali e tropicali o tra i due emisferi. La motivazione principale è data dalla carenza di cibo nei mesi invernali, soprattutto per le specie che si cibano di insetti, come il pecchiaiolo, e di pesci (a causa dei laghi ghiacciati).
I periodi di migrazione sono quelli intermedi, vale a dire l'autunno e la primavera. Per i rapaci europei la meta per lo svernamento è quasi sempre l'Africa, ma esistono dei migratori parziali e a corto raggio che si spostano del nord al sud d'Europa.
Gli stretti, come Gibilterra, il Bosforo e il Canale di Sicilia, rappresentano una sorta di ponte naturale tra l'Africa e l'Europa. Molti dei rapaci, soprattutto quelli di maggiori dimensioni, si concentrano sugli stretti per la migrazione in quanto non sono in grado di attraversare lunghe distese di mare.
Questi uccelli infatti prediligono il volo veleggiato: utilizzano le correnti ascensionali che si formano sulla terra (termiche) per prendere quota e poi si lasciano scivolare in panata. Sul mare le termiche non si formano e quindi sarebbero costretti a percorrere lunghi tratti in volo battuto, con enorme dispendio di energia.
Le termiche sono spesso costituite da migliaia di esemplari. Durante la migrazione infatti questi uccelli, che solitamente non sono sociali, si raggruppano in stormi e migrano assieme. Il gruppo dà coraggio, funziona da stimolo reciproco e aiuta nella ricerca delle correnti ascensionali.
Lo Stretto di Messina è meno importante per la migrazione rispetto a Gibilterra e Bosforo anche se i 40000 rapaci di passo stimati da Thiollay nel 1977 sono comunque una cifra significativa.
Gli uccelli si concentrano su Capo Bon, in Tunisia, dove attendono le condizioni meteorologiche favorevoli alla traversata del Canale di Sicilia, lunga circa 150 km.
Una volta arrivati in Sicilia seguono la dorsale montuosa settentrionale e arrivano sullo Stretto. Da qui, utilizzando come trampolino di lancio i monti Peloritani attraversano il breve tratto di mare e arrivano sulle coste calabresi.
Il fronte di arrivo in Calabria è molto vasto e va da Capo dell'Armi a Palmi, per complessivi 60 km circa. Il passaggio comunque è solitamente concentrato su un 2-3 km di costa a seconda dei venti presenti sullo Stretto.
Arrivati sulla costa calabrese cercano una nuova termica per raggiungere l'Aspromonte e di li risalire l'Appennino.

Gruppo
Universitario Faunistico Ornitologico
Viterbo