
Dal 1971 in poi, una serie di leggi italiane e di convenzioni internazionali hanno vietato la caccia primaverile e hanno dichiarato i rapaci specie protette. Da allora la caccia in primavera si è trasformata in bracconaggio.
La prima associazione ambientalista a muoversi per contrastare questo fenomeno fu la LIPU, che organizzò una serie di manifestazioni di protesta e nel 1984 il primo Campo di studio e sorveglianza.
Da allora si sono verificati numerosi atti intimidatori nei confronti della LIPU e del G.U.F.O., che nel 1988 ha affiancato la LIPU in questa battaglia. L'attentato dinamitardo alla sede LIPU di Pellaro, le aggressioni a vari campisti, l'incendio dell'autovettura di un campista del G.U.F.O. e le lettere e gli avvertimenti di ogni genere sono solo degli esempi che però rendono l'idea del clima in cui i volontari operano in Calabria durante il campo di protezione e studio.
Il campo è giunto al suo 15° anno e si svolge dall'ultima settimana di aprile alla penultima di maggio.
Al campo partecipano annualmente circa 50 volontari, quasi tutti provenienti dall'Ateneo viterbese, suddivisi in turni settimanali.
L'attività svolta riguarda due diversi aspetti: da un lato quello scientifico, con la raccolta dati sulle specie e la conta degli uccelli avvistati, dall'altro quello protezionistico, con il controllo delle zone di passo in stretto contatto con la Forze dell'Ordine.
I volontari infatti non intervengono mai direttamente ma si limitano a mettere a disposizione delle Forze di Polizia le conoscenze relative al fenomeno della migrazione e al territorio, soprattutto per quanto riguarda la viabilità, oltre a svolgere il lavoro di denuncia.
Nel 1985 il Ministero Agricoltura e Foreste inviò per la prima volta un contingente del Corpo Forestale dello Stato in Calabria, con il preciso compito di contrastare il fenomeno del bracconaggio ai rapaci migratori.
Da allora ogni anno più di 50 uomini del CFS, equipaggiati con tenute da "guerriglia", divisi in 10 pattuglie e coadiuvati da due elicotteri, sorvegliano costantemente il territorio rurale.
Molto attivi sono stati anche i "Baschi Verdi" della G.d.F. di Lamezia Terme che, dopo lo spostamento del bracconaggio dalle zone rurali a quelle urbane, hanno compiuto molte operazioni in abitazioni private. Purtroppo da qualche anno la G.d.F. non svolge più questo servizio.
Più recente è l'impegno da parte di Carabinieri e Polizia di Stato che comunque negli ultimi due anni hanno svolto varie operazioni nei centri abitati, utilizzando anche degli uomini in borghese.
Per partecipare al Campo di Protezione potete visitare la pagina relativa nel sito della LIPU ed iscrivervi direttamente, dopo aver letto con attenzione le avvertenze generali e la descrizione dettagliata del tipo di lavoro che viene svolto in Calabria. Se siete studenti dell'Università della Tuscia potete contattarci via e-mail all'indirizzo adorno@gufo.org oppure in Aula Studenti Agraria. La partecipazione al campo è gratuita, tutte le spese sono a carico delle Associazioni (tranne viaggio e assicurazione).

Gruppo
Universitario Faunistico Ornitologico
Viterbo