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Un fenomeno come il passaggio di migliaia di rapaci ha determinato, nel corso dei secoli, il nascere di una forma "tradizionale" di caccia. Testi della seconda metà del 1800 riferiscono della frenesia con cui migliaia di persone si dedicavano alla caccia ai rapaci durante le migrazione.
Fino ai primi anni settanta la caccia "all'adorno" era legata a feste popolari durante le quali venivano assegnati premi a chi uccideva più falchi e venivano derisi coloro che non ne uccidevano neanche uno. Questi erano nominati "sindaci" e subivano una serie di punizioni burla deliberate da un'apposita giuria.
Con il passare del tempo queste tradizioni hanno perso la loro base popolare, la caccia primaverile è stata vietata e il persistere di questa barbara pratica è ormai il risultato di un diffuso malessere sociale. E' una sfida allo Stato da parte di persone che non vogliono ingerenze da parte delle Forze dell'Ordine sul territorio.
Lungo l'autostrada Salerno-Reggio Calabria, dall'altezza di Bagnara Calabra, si cominciano a vedere lungo le pendici dei monti delle piccole costruzioni allineate e distanziate tra loro di qualche decina di metri.
Si tratta di veri e propri bunker, costruiti in cemento, muratura, legno o lamiera, che servivano al bracconiere per non farsi vedere dal falco in arrivo.
Questi appostamenti, chiamati "passi", sono stati largamente utilizzati fino a pochi anni fa, fino a quando cioè il costante pattugliamento delle zone rurali da parte del Corpo Forestale dello Stato ha reso troppo rischioso per il bracconiere sparare dalle montagne.
Ciò comunque non ha impedito il
proseguo di questa attività illegale, che si è trasferita nei centri urbani. I
bracconieri ora sparano dai terrazzi e dalle finestre delle abitazioni, con
evidente pericolo per tutti i cittadini.
Questo libro rappresenta il primo lavoro
approfondito sul fenomeno del bracconaggio e del traffico illegale di fauna
selvatica in Italia, nonché sulle connessioni esistenti con la criminalità
organizzata.
Gruppo Universitario Faunistico Ornitologico
Viterbo